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Mykonos..... mekoio.......

Archiviata la finale dei mondiali che ho visto a casuccia con Heisemberg, Coleman e Mrs. R, lontano da piazze festose e gremite, in preda ad angoscia calcistica ed attaccato perennemente ad una bottiglia di birra, saluto il gatto, er cane er sorcio ed el bacarozzo e mi fiondo a letto. Dormita di 3 ore perchè il volo parte alle 6.40 da Boulogne. Tralasciamo il fatto che già dall’aeroporto lo spirito festaiolo post mondiale si è sprigionato in toto e giungiamo in un attimo al ritiro bagagli di Mykonos. Ore 10 di mattina. Ufficialmente inizia la prima tranche di ferie dell’estate 2006. Io mi porto dietro e lo farò ancora per un paio di giorni, le incazzature ed il malumore da lavoratore.

Già il capitano dice che a terra sono 22 gradi... più freddo che a casa. Il meltemi impazza. Ma io ho la mia Nederland jacket acquistata in un momento di lucidità ad Amsterdam. Una coppia gaia e simpaticissima di Bologna mi rende edotto sui loro errori nel programmare il guardaroba.

“Ah questo vento non era assolutamente previsto”.

Incontriamo le hostess del tour operator che ci dividono dai teen-ager all-inclusive e ci caricano nel pulmino diretto agli alberghetti all-excluse adatti a chi se ne vuole stare in spiaggia il più possibile e de magnà nun je frega nulla.

Ci lanciamo in una discussione sulla necessità o meno del motorino.

 

Consiglio 1: Mezzi pubblici eccellenti! I bus operano dalle 6 di mattina alle 5 di notte a cadenze di mezz’ora od un’ora a seconda della destinazione. Se si risiede a Mykonos Town sono il mezzo ideale per raggiungere tutte le spiagge a SUD. Le spiagge a Nord necessitano di mezzo di trasporto proprio, ma va ricordato che il fastidioso Meltemi soffia da Nord e rende difficile la permanenza in queste spiagge che non sono attrezzate pur essendo molto suggestive. Costo bus solo andata 1.10 euro di giorno, 1.50 di notte.

Il motorino ovviamente rende molto liberi perchè non si deve sottostare alle cadenze obbligate dei bus, ma va notato che ho visto gente con ecchimosi sparse e che per la qualità orrida delle strade e per la loro ripidezza io personalmente ho avuto il terrore di tentare l’avventura del motorino. Non oso immaginare come facciano gli ubriachi di notte a tornare dalle disco (che per la maggior parte sono in spiaggia). Costo vario da 10 a 15 euro.

Ho invece noleggiato una Matiz per fare il giro dell’isola e vedere tutte le spiagge comprese quelle a nord ed a est. Costo con RCA e Kasko 50 euro al giorno (24 ore). Da notare che tutti i cartelli stradali con le indicazioni si trovano sul lato destro della strada che da Mykonos Town si diparte verso l’entroterra, sul lato opposto, se cioè si torna, non ce n’è manco uno e quindi aguzzare la vista e fare mente locale!

Dalla spiaggia di Platis Ialos partono anche i caicchi (battelli) per le spiagge. 3-4 o 5 euro andata e ritorno a seconda della destinazione.

In agosto non si trova un motorino libero, i vandali fregano gli scooter, gli zaini e bucano le gomme alle auto. Occhio! Luglio è il mese migliore anche per la qualità del popolo villeggiante.

 

Mentre ci sistemano la stanza all’alberghetto ci lanciamo alla scoperta del centro. Sulla carta siamo ad 800 m dalla città. Ma sono tutti tornanti! Solo alla terza discesa, quella sera, e dopo varie esplorazioni, troviamo le scalette che ci portano in centro, una per la piazza dei taxi ed un’altra che porta verso Fabrika, dove fermano i bus (altra fermata dei bus al Remezzo in zona porto, si vede la scritta da 3 km!). Anche qui va a esplorazioni e consigli dei vicini in albergo perchè i cartelli con le indicazioni sono fantasmi.

Il paesetto è da cartolina, i marciapiedi bianchissimi, buganvillee (me l’ha detto uno dei gay che fiore era!) che salgono sui muri, negozi fascinosi e di lusso, trattorie retrò e chioschi di pitta. Porticciolo ventoso e pittoresco. Pellicani stronzi. E’ passato mezzogiorno, ho nostalgia di pita.

 

Consiglio 2: La pita! Qui è fatta con il Gyros (kebab per i filo turcomanni) pomodori, cetrioli, salsa tzatziki e orrore degli orrori, patatine fritte. Costo max 3 euro ma medio attorno ai 2 dovunque. Pasto snack sostitutivo. La pita migliore purtroppo la trovate a Bruxelles da Le Perroquet in rue Watteeustraat 31. Se passate dalla capitale belga ne vale la pena. Una raffinatezza sopraffina, con delle salsine memorabili.

 

Torniamo all’albergo e dopo un rapido cambio siamo pronti a esplorare la prima spiaggia, la più famosa, IL PARADISE.

 

Consiglio 3: Le Spiagge! Ce ne sono per tutti i gusti! Vado ad elencare per genere. Ricordate che in tutte alle estremità vi si trovano i nudisti e i gruppi di omosessuali. Il senso di pace e libertà che dà l’isolea è totale e immediato, ma se non volete vedere la chiappone flaccida di qualche vecchiaccio allora è consigliabile Rosolina mare! In tutte si occupa l’ombrellone con i lettini o solamente il lettino. Il prezzo max per un lettino è 3.50 euro al giorno.

·  Spiaggia per diciottenni discotecari. PARADISE. Vi trovate il mondo, soprattutto dopo le 19 quando tutti quelli che vogliono baccagliare vi si recano per l’aperitivo danzante ed il beach party. Però già dalle 16 comincia l’unz unz unz.... non molto rilassante, il mare è cristallino. Eccellente il self service. Organizatissimi.

·  Spiaggia lounge con musica soft, tranne nel w/e in cui verso le 18 parte l’aperitivo. Con gente di classe che vuol fare amicizia e prendere il sole. SUPER PARADISE e la mia preferita PARANGA, con dei graziosissimi baretti ristorantini ed una angolo relax con cuscini in spiaggia sotto le palme.

·   Spiaggia vip è PSAROU. Molto chic. In rada navi superbe per ricconi inimmaginabili.

·  Elegante è anche ELIA, con un ottimo ristorante sulla spiaggia. Più piccola, solitaria e rilassante è LIA. Che dormita cullato dallo sciabordio.

·   Per sportivi sono AGRARI (discesa tremenda!) e KALAFATIS.

·   PLATI IALOS  e ORNOS sono popolari. Piene di botteghine e ristorantini. Graziose.

·   AGIOS IOANNIS  è all’estremo ovest, ha un paesaggio bellissimo ma il mare è il più sporso e pieno di alghe.

·   AGHIA ANNA è minuscola ed il vento mi ha tagliato in due. Dirimpetto ad un pittoresco borgo di pescatori.

·   Al nord vi sono spiagge non organizzate, senza lettini ed ombrelloni, battute dal vento. AGHIOS SOSTIS, con un mare meraviglioso ed un panorama struggente, PANORMOS BEACH ed il suo incantevole ristorante sotto la tenda, il maialino vietnamita di compagnia ed il proprietario che è spiccicato Sandy Marton, FTELIA, per surfisti.

In una settimana averle visitate tutte è un’impresa.

 

Arriviamo a Paradise beach a pomeriggio inoltrato e ci spaparanziamo all’estrema sinistra direttamente con i teli spugna sulla battigia. Prendiamo il primo contatto con l’acqua gelida che caratterizzerà tutta la vacanza e con l’animazione di Sasà, che fortunatamente ci arriva da lontano. Un paio d’ore più tardi ci spostiamo al Tropicana, il locale che domina Paradise beach e vediamo dal vivo i 28 centimetri di felicità di Sasà bevendo una birra. Poco più in là Mrs R mi fa notare Rocco del grande fratello con il suo compagno. Dopo una birra già non ne posso più di sentire le cretinerie di Sasà e prendo il bus per andare a vedere il tramonto a little Venice.

 

Consiglio 4: Il buon Sasà. E’ l’animatore, il Pr, il re della notte di Mykonos. In un modo o nell’altro lui riuscirà a fare la vostra conoscenza. Il secondo giorno a Paranga me lo sono trovato sotto l’ombrellone che mi massaggiava un piede. Sculetta nudo sul cubo proferendo frasi in rima baciata che la prima volta sono di volgare simpatia ma poi vi fanno pregare di trasformarvi in australiani per riuscire non capire ciò che dice, tale è la rottura di palle che ingenera. Comunque ragazzi e ragazzine ne vanno matte. In vacanza vale sempre la regola di parlare solo e sempre di sesso. E lui lì va a nozze. Anche perchè se provate a farci un discorso normale lui vi ripeterà solo le frasi da cubo. Un in-cubo. E’ un pò come un Furby. Se gli premi la zampa ti dice le frasi registrate, solo che non le dice in furbish ma in idioma comprensibile. Lascia sgomenti quanto poco serva per fare carriera. Parla sempre di figa ma io tutti sti decantati figoni non gli ho visti....magari nel mucchio. Comunque è il re di Mykonos. Andate a conoscerlo.

 

Andiamo a Little Venice, quartiere caratteristico tra i mulini a vento ed il porto a farci un aperitivo e per poco non veniamo sommersi dalle onde tale è la potenza del vento. Che tramonto incantevole e che localini pittoreschi. Dopo una doccia ristoratrice riscendiamo le scalette e andiamo a cena.

 

Consiglio 5: Les restaurants! Da premettere che dovunque vada io mangio la cucina locale, ad eccezione dei paesi britannici. Da notare che per i greci l’insalata fa anche da antipasto e che il piatto principale contiene già il contorno, di solito patate fritte e riso, tanto da farne un piatto unico. Tenetene da conto.

La prima sera in piazza dei taxi trattoria da Antonio o Antonellos o na roba simile. Comunque si trova a monte a sinistra verso la salita. Cucina tipica, decente. Dolmades, Souvlaki, Moussaka, pomodoro ripieno. Acqua e pessimo caffè espresso. Attorno ai 30 euro in due. Onesto come la cucina.

Serata numero due in una piazzetta bellissima sotto le buganvillee, Gumenio square, al Pelican. Nella stessa piazza ce ne sono altri 3. Noi abbiamo scelto quello che pareva più tipico. Stavolta il cibo era migliore ma la scelta del vino (volevamo provare a bere il retsina.....è come farsi un bicchiere di pino silvestre!!!) ci ha fatto volare a 50 sacchi. Proseguendo sulla via ce si trova sulla sinistra al bivio in Zouganeli street si trova AVRA, delizioso ristorantino con una commovente fraschetta fiorita. Ci volevamo andare ma poi abbiamo tentato altri ristoranti. Da provare assolutamente. Qui siamo assolutamente attorno ai 50 per due antipasti e due piatti principali. La serata successiva siamo rimasti in centro dopo una lunga giornata di mare e da sguatteri come eravamo presi siamo andati a mangiare nella trattoria più famosa, Nico’s Tavern. Errore pagato ad alto prezzo! Passi per le porzioni piccole (avevo numero 2 olive nella mia insalata greca) ed il servizio da catena di montaggio, il problema è che si mangia malissimo e gli ho rispedito indietro l’agnello puzzolente tenendomi la fame, placata dopo un pò con una pitta. Si spende poco è vero, (26 euro) ma fa veramente cagare! E’ comunque sempre pieno e c’è gente che ci va tutte le sere, ma sentiteammè....è un postaccio se sapete mangiare bene evitatelo come la peste! Quarto giorno. My birthday. Si va da Chez Maria in Kalogera street. Cucina fusion-greca, ambiente elegante, lume di candela ma atmosfera comunque rilassata anche se assolutamente non sbragata. Con souvignon blanc locale e dolce 100 sacchi. Due porte prima c’è un’altro locale interessante il Philippi garden, l’atmosfera è più giovanile e dentro alcune coppie addirittura ballavano. Dello stesso livello dello Chez. La sera seguenta ad Ano Mera, sputo di paese che si sviluppa attorno ad una piazza, siamo stati al Fisherman, attratti dal suo azzurro pergolato alberato. Ci accoglie un tipo gaio biondo che somiglia a Nick Kamen e che ha dei lunghi trascorsi a Treviso. Non indaghiamo ma mangiamo e tanto e pure bene. Eccellente moussaka in porzione gigante, spiedino souvlaki ottimo, insalata in quantità industriale. Anguria e melone omaggio della casa. Discussione con due commensali laureati a Bologna che vogliono sapere cosa ha combinato Materazzi, precisazione di Nick che dichiara di non mangiare moussaka (e lo so io cosa mangi!!!!!) e con una trentina di euro siamo fuori. Andateci assolutamente. Giusto per la precisione e per ribadire il mio pensiero, una copppia italiana si è presa il risotto. Sono degli ignoranti culinari evidentemente, o non hanno mai viaggiato. Comunque per la cronaca il risotto è un’arte. Già il 70% dei cuochi italiani lo fanno male.....figuriamoci i greci! Credo l’abbiano lasciato lì con sbigottimento del cameriere, ma sono coglioni loro ad averlo ordinato. E’ ovvio che è sul menù solo per gli americani! Se si vuole mangiare italiano andate nel quartiere di Lakka. Lì si concentrano tutti i ristoranti italiani. Abbiamo conosciuto i proprietari di una pizzeria e lo chef del Parmigianino in spiaggia. Simpatici ma la carbonara me la magno a casa. Se proprio non potete sopportare la lontananza da casa perlomeno fatevi fare la pasta da un connazionale. La sera dopo siamo stati in un ristorante a qualche metro da Nico’s che avevamo scovato proprio la sera in cui il signor Nico mi voleva fare mangiare l’agnello puzzolente. Il Pasta fresca ci ha visti prendere il solito menù greco e il prezzo è stato onesto come la cucina. Non tragga in inganno il nome. La cucina italiana tira... è sufficiente il nome anche se poi di italiano non c’è nulla!

Ultima sera. Dove andiamo? Il ristorante Thai che avevamo adocchiato da un paio di giorni è chiuso. Andiamo all’Avra? Andiamo al Philippi? Tentiamo in quella taverna sotterranea per greci proprio ellenici in quel vicolo imbucato? Tira un vento boia e così troviamo rifugio al Fato a mano, www.fatoamano.gr . Il nome non mi convince ma guardo il menù e mi convinco. Cucina fusion che si rivela deliziosa. Servizio impeccabile con camerieri internazionali simpatici. Tortino di patate e giro con mostarda per me, riso thai con pollo e gamberoni per Mrs. R. Dolce, tipo baklava, in omaggio. Birra e acqua. Anche qui siamo sui 30. Ma come ultima cena siamo deliziati. Ci chiedono di lasciare due righe sul loro host-book e di inviare loro, attraverso il sito, una foto che abbiamo scattato. Excellent dinner.

 

Resta da dire:

 

Consiglio 6: Andate a visitare il santuario di Apollo all’isola di Delo. I greci spesso sono incapaci di conservare le loro vestigia. Mettono insieme colonne spaiate, pietre a caso e le indicazioni sono spesso inconcludenti. Ma l’atmosfera di grandezza e mito che si respira rende preziosa la visita. I leoni di Delo, uno è anche di fronte all’Arsenale a Venezia, sono spettacolari. I traghetti partono dal porto dalle 10.30 di mattina al prezzo A/R 10 euro a testa. Visita dell’isola a 5 euro. Mare mosso, spruzzi onde e se non siete sofferenti la traversata sarà divertente tra cappellini che volano, urletti isterici e risate. In caso contrario dite addio all’abbronzatura e say hallo to a beautiful yellow nuance! Ci si impiega una mattina e poi per le 14.30-15 si è in città e si può andare in spiaggia.

 

Consiglio 7: Alloggiate a Mykonos town e non in culo ai lupi! Andate allo Scandinavian bar, al Pierro’s gay bar assolutamente esaltante ed eventualmente al Cavo Paradiso discoteca a picco sul mare. Mi dicono che il Remezzo’s sia un locale meraviglioso ma non ci sono stato.

 

Consiglio 8: Se andate a Mykonos per trombare sappiate che se tornate verginelli siete dei falliti. Pure io che ero accompagnato sono stato tentato. Poi Mrs.R si è piazzata a guardia del fortino col bazzoka e allora la storia si è fatta dura. Tanto più dura quando il bagnino del Paranga se la voleva portare via...azz! Se cercate delle mega fighe sappiate che stanno con quelli degli yacht, che aperitivano e cenano in zona Tria Pigadia (le vecchie cisterne) nei locali vip. Se cercate belle ragazze ce ne sono meno di quello che pensavo, ma i miei gusti sono educati. Potrei lanciare quesiti esistenziali sulla difficoltà estrema di trovare una gnocca con un bel sederino e senza cellulite, o sul perchè quei bei manzi americani stavano con dei cani da tartufo, o sul perchè beccano di più i tipi insignificanti che a casa nessuna cagherebbe (perchè se vai a Mykonos hai voglia e perchè sei italiana santa a casa e ..., e perchè sti bei tomi si muovono in gruppo e colonizzano la spiaggia e perchè e perchè). Ciò non ostante ripeto che se non becchi dopo che hai speso 1000 euro di viaggio sei un coglione.

 

Riflessione finale: Se fossi andato con gli screw avremo mangiato meno moussaka e più pane e gnocca! Ho visto all’opera solo semiprofessionismo. Il simpatico gruppo di torinesi cui auguro una meravigliosa continuazione a Gallipoli, avrebbe avuto la vita durissima se ci fossero stati Guzman e Gotmitunz. Se poi ci fosse stato pure Geyger la gnocca l’avrebbero vista col binocolo. Ma rimangono comunque i vincitori per mancanza di seria concorrenza.

Salutoni a Gianni il pirata venditore di abbigliamento sopraffino in spiaggia. Ad Azzurra e Madi (che tettine!), alla figa di Parigi, ai novaresi, alla coppia di nudisti svedesi lui col bigolo de fora e lei che la patatina non ce la faceva vedere, alle due americane cow-girl con cappello de paglia che mi puntavano e che povere sono state deluse, alle due fighe dei torinesi che se so dovute accontentare de loro perchè ero impegnato, al greco che ha cominciato a bere rum e cola a mezzogiorno ed alle 18 è collassato in spiaggia e ho il filmino, alla romana teen-ager da darle volentieri due colpi che la sapeva lunga e diciassettenni o trentenni cambia solo l’esperienza perchè tanto i discorsi sono sempre gli stessi, alla tipa figa che mi guardava ed è scesa in riva agli scogli aspettando....ehhh (sospiro), a Pablo il bagnino, agli australiani che hanno detto che costa meno comprare Mykonos rispetto a quello che abbiamo pagato noi per vincere la coppa... a merdeee, agli spagnoli fighi che sono rimasti con un palmo di naso di fronte alla tattica torinese di accerchiamento figa, alle due ragazzine che erano in hotel con noi la mora che parla parla e la rossa che sicuramente tromba......... ecc. ecc. e mò me so rotto e bae! Alla prossima!

Tags: I consigli di Heisemberg

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